03 ott 2011

RECENSIONE: A DANGEROUS METHOD

Carissimi, sono tornato da pochi minuti dal cinema, dove sono stato a vedere "A Dangerous Method".
Il film narra della relazione tra Freud, Jung e una paziente di Jung (Sabina Spielrein). Tutto il film ruota attorno all'analisi delle relazioni tra i tre personaggi. Durante il film vi sono momenti in cui si percepisce il fermento per la nascita del nuovo indirizzo della psicologia: la psicoanalisi. Per chi non è completamente all'oscuro di psicologia e di storia della psicologia ritroverà parecchi punti interessanti: la descrizione del metodo, le prime cure per l'isteria,     la presenza di altri grandi maestri della psicologia Bleuler e Ferenczi. Nel film si mettono in evidenza le ambigue relazioni tra i personaggi e in particolar modo tra Jung e la sua paziente e tra Jung e il padre della psicanalisi. Durante il film si assiste all'evoluzione di questi rapporti: la loro nascita, crescita e nel caso Jung-Freud morte. Mentre il rapporto Jung-Spielrein rimane sospeso in una sorta di limbo.
In parallelo all'evoluzione delle relazioni si assiste anche allo strutturarsi delle teorie e della pratica clinica che caratterizza "la cura tramite la parola". Il regista utilizza la storia per scandagliare l'animo umano e mostrarne i punti di forza e di debolezza, sempre presenti, anche quando non ci dovrebbero essere.
Devo ammettere che dal taglio che il regista ha dato ai personaggi Freud non ne esce bene, viene evidenziata la sua rigidità e la sua difficoltà a mettere in discussione i principi da lui enunciati. Nel film viene anche trattato il momento della rottura tra i due luminari della psicanalisi. 
L'attrice che recita la parte di Sabina Spielrein (Keira Knightley) è riuscita ad interpretare alcune scene di isteria in  maniera veramente realistica, e a tratti angosciante.
In generale, il film mi è apparso molto buono ed è stato emozionante veder vivere alcuni miti della psicologia.